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Tratto da un’intervista di una giovane giornalista per un’articolo sui “fotografi artigiani”. fotografo nicolò basiricò “lino”

La stanza ha una finestra che da sul giardino. La luce entra e illumina parte della parete; sulla parte della parete, illuminata dalla luce che entra dalla finestra che da sul giardino c’è una fotografia. In bianco e nero. Non che sia strano, la stanza è piena di foto. Però quella particolare foto, ricordo, mi ha colpito. E qui ognuno si immagini la foto che vuole, io scrivo parole, chi racconta immagini non ha bisogno che le descriva io. Lui è fotografo! Lino parla, non ha aspettato alcuna domanda, ha iniziato a raccontarmi del suo lavoro e della sua passione, seduto di fronte a me. Va veloce. Io cerco di seguire, scrivere e capire ciò che dice, ma qualche colpo lo perdo. Penso al registratore rimasto in un cassetto a casa. Salta da un argomento all’altro, riprende il primo, ne inizia un terzo, a ruota libera. Spero che leggendo ciò che scrivo di lui non se la prenda se faccio un po’ d’ordine. “Mi sono appassionato alla fotografia verso i diciott’anni” dice “con una vecchia macchinetta fotografica russa ripescata in qualche angolo di casa. Fotografavo qualsiasi cosa. Quando si incomincia la tecnica e la testa non sono importanti, nemmeno avere un buon obbiettivo lo è. L’importante non è l’obbiettivo, ma chi ci sta dietro, e il cuore di chi scatta le foto. Poi viene la tecnica, che si impara con il bianco e nero, secondo me.” Sorrido; blancoynegro è anche il nome dello studio, gli chiedo se è la sua tecnica preferita, ma la risposta la so già, ne parla con una passione incredibile. “E’ la tecnica più comunicativa: non distrae, arriva nel profondo. C’è l’immagine e ci sei tu; devi fare qualcosa di bello, che colpisca chi guarda, senza trucchi, senza le distrazioni visive date dai colori. Ad ogni modo, senza lo studio non si va da nessuna parte e conoscere le regole permette di infrangerle. Questo, unito a passione e un po’ di talento permette di usare la fotografia come arte, creare cose nuove e belle, per comunicare agli altri qualcosa di intimo e anche per capire se stessi”. “C’è una bella differenza tra arte e comunicazione ma ambedue possono fondersi nei piccoli progetti fotografici che spesso realizzo, sia sul matrimonio che nel ritratto o nella foto pubblicitaria, il comunicativo presta tecnica e abilità al cliente, l’artista cerca l’emozione, anche se non tutti la colgono, questo anche per i diversi modi di vedere le cose e per il fatto che non siamo più abituati a riconoscere l’arte.” E lui si sente artista o comunicativo? Ora che scrivo mi rendo conto di non averglielo chiesto. Però penso a quella foto, ferita dal sole in un pomeriggio di luglio, a quel contrasto di bianco e di nero, che mi ha colpita, muovendomi qualcosa dentro. A lui che ha fatto della sua passione il suo lavoro, che adesso gliela nega un po’, togliendoci la poesia. Immaginate la foto ora, immaginatela come volete, non è importante sapere cosa c’era raffigurato. Voi immaginate la fotografia che è solo una delle molte che ha scattato, e rimanete nella luce un po’ soffusa del suo studio a chiacchierare con Lino ancora un po’, a farvi raccontare di quanto sia importante per lui sapere cosa accade sul piano tecnico e artistico a livello internazionale, sui corsi formativi per fotografi professionisti, promossi dall’associazione nazionale fotografi, dal CNA e Orvieto fotografia; quelli di formazione europei, i master a livello internazionale e chissà quante altre cose ancora, lui parla davvero tanto, basta rilassarsi sulla sedia e ascoltarlo parlare, circondati dai suoi lavori, che lui indica di tanto in tanto per spiegare qualcuna delle cose che dice…. Irene Farronato

 
 

Studio fotografico Blanco y Negro di lino basiricò - Via N. Tommaseo, 26 - 36061 Bassano del Grappa (Vi) Tel. + 39 0424 4220913 - P. Iva 02932180249
           
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